03-08-2005
Il tribunale amministrativo del Lazio ha accolto le
proteste degli esercenti sulla responsabilità
oggettiva: niente più multe per chi non farà
lo sceriffo
Baristi, ristoratori,
gestori di discoteche e di sale bingo
dovranno limitarsi ad esporre i cartelli a norma di legge
sul divieto di fumo. Con la sentenza emessa oggi, a seguito
dell’udienza del sette luglio scorso, il Tar del
Lazio ha dato ragione alla Fipe: i ristoratori
non dovranno fare gli sceriffi.
Nella sentenza riportata integralmente anche sul sito
www.fipe.it si specifica infatti che con la circolare
ministeriale del 17 dicembre 2004: “… Viene
dunque imposto un preciso dovere di vigilanza a fini pubblici
a soggetti privati, del tutto sfornito di base legale,
e che dunque è illegittimo anzitutto per violazione
del principio di legalità”.
Sempre secondo il Tar, la disposizione ministeriale
avrebbe anche infranto i limiti imposti alla libertà
di iniziativa economica privata previsti dall’articolo
41 della Costituzione. Il magistrato ha infatti ritenuto
“palesemente erronea l’interpretazione seguita
dalla circolare” che faceva oltretutto riferimento
alla precedente legge contro il fumo del 1975.
“Il ricorso – si legge nella sentenza –
è fondato e meritevole di positiva valutazione”.
“In questa sentenza hanno vinto la legge
e il buon senso – afferma Edi Sommariva,
direttore generale di Fipe-Confcommercio – perché
l’interpretazione del Tar non fa altro che avvalorare
le nostre tesi. Ristoratori, baristi e tutti gli
esercenti pubblici non possono sostituirsi alle forze
dell’ordine e soprattutto non possono mettersi
in una posizione di così forte contrasto nei confronti
dei clienti che devono essere serviti e non denunciati”.
La sentenza assolve, come riportato sul testo stesso,
il bar “Lo Scaletto” di Savona, il primo esercizio
ad essere stato multato e ad aver presentato ricorso.
Fonte: FIPE
|